Tour #6

Swiss Dreams

5–28 maggio 2023

Swiss Orchestra
Lena-Lisa Wüstendörfer, direzione
Michael Barenboim, violino

5.5.2023
Venerdì, 19:30 ore
Ginevra
Victoria Hall
7.5.2023
Domenica, 17:00 ore
Berna
Casino
13.5.2023
Sabato, 19:30 ore
Basilea
Stadtcasino
14.5.2023
Domenica, 17:00 ore
Zurigo
Tonhalle
28.5.2023
Domenica, 19:30 ore
Andermatt
Concert Hall

Programma

Antonio Vivaldi (1678 – 1741)
Concerto grosso in la minore RV 356 op. 3 n. 6

Hermann Suter (1870 Kaiserstuhl – 1926 Basilea)
Concerto per violino in la maggiore op. 23

Felix Mendelssohn Bartholdy (1809 – 1847)
Sogno di una notte di mezza estate op. 61 (estratti)

George Templeton Strong (1856 – 1948 Ginevra)
Le Livre d’Images, Suite n. 3

Hermann Suter (1870, Kaiserstuhl – 1926, Basilea) è stato uno dei più importanti compositori della Svizzera e ha influenzato in modo duraturo la vita musicale del paese. Da direttore d’orchestra ha condotto il Basler Gesangverein e la Liedertafel e, per oltre 20 anni fino alla sua morte improvvisa nel 1926, ha diretto i concerti dell’Allgemeine Musikgesellschaft di Basilea. Inoltre, dal 1918 al 1921 è stato direttore del Conservatorio di Basilea. Come direttore d’orchestra è stato un importante sostenitore di compositori contemporanei e ha portato in scena opere di Richard Strauss, Igor Strawinskij, Arnold Schönberg, Béla Bartók e Arthur Honegger. Nel 1913 gli è stata conferita una laurea ad honorem dall’Università di Basilea.

Nei suoi programmi, per Suter era importante mostrare le linee di sviluppo musicale, che all’epoca spaziavano in vasti ambiti, e in questo modo «allietare il pubblico e nello stesso tempo guidarlo senza che percepisca un insegnamento». Questo ideale è stato ripreso dalla Swiss Orchestra nella stesura del programma del suo tour #6, che affianca il concerto per violino in la maggiore op. 23 di epoca tardoromantica di Suter con il Concerto grosso in la minore di Antonio Vivaldi RV 356 op. 3 n. 6. Questa combinazione fu scelta anche da Suter in occasione della seconda rappresentazione del concerto per violino, che ebbe luogo a febbraio del 1922, quindi un mese dopo la prima rappresentazione da parte di Adolf Busch, a cui il concerto era stato dedicato.

A questa originale combinazione tra un’opera tardoromantica e un pezzo del periodo di massimo fulgore del barocco aggiungiamo un terzo elemento: dopo la morte di Beethoven, nel mondo della musica scoppiò un aspro dibattito sul futuro dell’arte del suono tra chi lo collocava nella musica strumentale «pura» assoluta e chi nella musica a programma narrante. Così, alle due opere «assolute» di Suter e Vivaldi, con il «Sogno di una notte di mezza estate» di Felix Mendelssohn Bartholdy (estratti) e la suite «Le Livre d’Images» di George Templeton Strong contrapponiamo due composizioni caratterizzate da un linguaggio musicale evocativo di immagini e dal contenuto programmatico.

George Templeton Strong è un compositore ginevrino di origini americane, nato a New York nel 1856. Dopo diversi soggiorni nel paese, nel 1897 si stabilì definitivamente in Svizzera, dove morì a Ginevra nel 1948. Nel 1918 Strong fu nominato nel comitato del Conservatorio di Ginevra e si occupò a titolo onorifico della promozione dei giovani talenti. Strong fu una personalità prominente della scena musicale della Svizzera occidentale del suo tempo e fu celebrato come tale, ad esempio con concerti organizzati ogni cinque anni in suo onore tra il suo settantacinquesimo e il suo novantesimo compleanno e con ricevimenti al Conservatorio di Ginevra. Amante dei monti svizzeri, si dedicò con passione alla pittura ad acquerello, ma scrisse anche diversi poemi sinfonici e musica da camera. In che misura queste due arti si compenetrarono nell’opera di Strong emerge chiaramente anche nella sua vivace e melodiosa «Suite del libro illustrato» con gli eloquenti titoli dei pezzi che la compongono, come «Jack le tueur de géants», «Les rêves de cendrillon» e «Cortège orientale». L’opera «Le Livre d’Images, suite n. 3» è stata pubblicata per la prima volta in base ai manoscritti originali presenti nella biblioteca dell’università dall’editore ginevrino Didier Godel. Per la prima volta, questa edizione ricostruisce il terzo movimento «Cortège orientale» nella sua forma originale per orchestra da camera.

Con il suo violino, Michael Barenboim dà nuova vita alla musica – lasciando che parli da sé con le sue mille sfaccettature. I critici musicali descrivono le sue interpretazioni come «incredibili», «emozionanti», «meravigliosamente convincenti e avvincenti». Il violinista non si sente legato soltanto al repertorio centrale classico e romantico, ma si dedica anche intensamente a composizioni del XX e del XXI secolo, con le cui interpretazioni ha raccolto i massimi riconoscimenti.

Tra i momenti clou degli ultimi anni della sua carriera vi sono il suo debutto con i Berliner Philharmoniker sotto la direzione di Vasilij Petrenko. Come già accaduto in occasione dei suoi precedenti trionfanti debutti con orchestre rinomate, tra cui i Wiener Philharmoniker diretti da Daniel Barenboim, l’Orchestra Sinfonica di Chicago diretta da Asher Fisch e l’Orchestra filarmonica di Israele diretta da Zubin Mehta, il Concerto per violino di Schönberg figurava anche nel programma di Berlino. Durante una tournée con l’Orchestra filarmonica di Israele sotto la direzione di Gianandrea Noseda ha suonato nei concerti per pianoforte di Bruch e Ciajkovskij.

Negli ultimi anni, Michael Barenboim ha debuttato anche con l’Orchestra filarmonica di Monaco di Baviera, l’Orchestra sinfonica della Radio Bavarese, l’Orchestra sinfonica della Radio dell’Assia, l’Orchestra Gürzenich di Colonia, la Mahler Chamber Orchestra, l’Orchestra Filarmonica del Lussemburgo, l’Accademia di Santa Cecilia, l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, la Filarmonica della Scala, l’Orchestra della Tonhalle di Zurigo, la Academy of St. Martin in the Fields, l’Orchestra Gulbenkian, l’Orchestra Nazionale Spagnola, l’Orchestra sinfonica di Shanghai e Guangzhou nonché il Boulez Ensemble. Si è esibito in programmi come solista nei BBC Proms alla Royal Albert Hall, nella Wigmore Hall, nel Barbican Centre, alla Carnegie Hall, all’Elbphilharmonie, nella Konzerthaus di Dortmund, nella sala Pierre Boulez, nel Melbourne Recital Centre, nella Teatro dell’opera di Sydney, nel Teatro San Carlo di Napoli, nel Teatro Comunale di Bologna e nella Kumho Art Hall.

Oltre alle sue esibizioni come solista e ai recital, Michael Barenboim è anche primo violino della West-Eastern Divan Orchestra e si dedica regolarmente e intensamente all’insegnamento: è alla guida del settore Musica da camera dell’Accademia Barenboim-Said a Berlino e tiene numerose master class in tutto il mondo.