Tour #2

FOCUS SULLA MUSICA SINFONICA SVIZZERA

Swiss Orchestra
Lena-Lisa Wüstendörfer, direzione
Heinz Holliger, oboe
Alice Belugou, arpa

Special Guests a Andermatt: Fränggi & Maria Gehrig

Date alternative: 6-13 giugno 2021

6.6.2021
Domenica, 17:00 ore
Andermatt
Concert Hall
9.6.2021
Mercoledì, 19:30 ore
12.6.2021
Sabato, 19:30 ore
Zurigo
Tonhalle
13.6.2021
Domenica, 17:00 ore

Programma

Johann Carl Eschmann (1826 Winterthur – 1882)
Grande ouverture di concerto

Frank Martin (1890 Ginevra – 1974)
«Tre danze» per oboe, arpa, solo quintetto e orchestra d’archi

Johannes Brahms (1833 – 1897)
Sinfonia no 3, op. 90

(Konzertdaten und -orte siehe unten)

Il programma si apre con la «Grande ouverture di concerto» del compositore svizzero Johann Carl Eschmann (*1826 a Winterthur, †1882 a Zurigo). Eschmann fu allievo, tra i vari, di Félix Mendelssohn Bartholdy e Ignaz Moscheles a Lipsia prima di dare avvio alle sue attività di professore di pianoforte e compositore a Winterthur, Sciaffusa e Zurigo. Fu intimo amico di Richard Wagner e amico di Johannes Brahms, il quale stimava molto le sue composizioni.

Nello stile di Eschmann sono riconoscibili le influenze di Robert Schumann e Felix Mendelssohn. Tuttavia, Eschmann se ne discostò presto per trovare il proprio e personale linguaggio musicale, caratterizzato da finezze ritmiche inattese e transizioni armoniche interessanti. Compose soprattutto dei brani cantati o per pianoforte. La sua «Grande ouverture di concerto», risalente al 1847, è un’opera di gioventù e, purtroppo, la sua unica composizione per orchestra.

Diversamente da Eschmann, oggi dimenticato, il romando Frank Martin (*1890 a Ginevra, †1974 à Naarden, Paesi Bassi) è un compositore svizzero conosciuto. Cedendo alla volontà dei genitori, in un primo momento studiò matematica e fisica a Ginevra, dopodiché si dedicò sempre più alla composizione fino a diventare compositore a tutti gli effetti. A Ginevra collaborò con Émile Jaques-Dalcroze e fondò la Società di musica da camera, consacrata alla musica dei secoli XVII e XVIII.

Le opere di Martin conciliano la dodecafonia di Schönberg e l’approccio tonale tradizionale. Martin è autore di grandi composizioni corali e di opere strumentali complesse e impegnative, come, ad esempio, le «Tre danze» per oboe, arpa, solo quintetto e orchestra d’archi, composte per Paul Sacher e gli sposi Heinz e Ursula Holliger. Le «danze» del titolo preannunciano i ritmi da flamenco che caratterizzano alcuni dei movimenti. Le «Tre danze» furono create il 9 ottobre 1970 a Zurigo sotto la direzione di Paul Sacher e con Heinz e Ursula Holliger nel ruolo di solisti.

Con la Sinfonia n° 3 di Johannes Brahms (*1833 ad Amburgo, †1897 a Vienna) torniamo, per chiudere questo concerto, al suo punto di avvio: il romanticismo. Concepita nel 1883, la Sinfonia n° 3 vide la luce nel pieno dell’epoca della “querelle musicale” che contrapponeva i sostenitori del poema sinfonico e della musica programmatica, ossia la Nuova Scuola tedesca, agli esponenti di una musica “assoluta”, tra cui Brahms, che si opponevano a qualsiasi considerazione e influenza che non fosse d’ordine musicale. I fautori di questa seconda tendenza si rifiutavano di sottomettere la composizione musicale a delle imposizioni di tipo programmatico. Per loro, al contrario, la musica doveva obbedire a dei criteri intrinseci all’arte, come era usuale nel classicismo viennese. Non sorprende, allora, che gli ascoltatori della sinfonia di Brahms fossero divisi: alcuni la rifiutarono, altri invece ne andarono pazzi. In una lettera di Antonín Dvořák al suo editore Simrock, ad esempio, si legge: «Che magnifiche melodie! Quanto amore in questo pezzo che ravviva il cuore». E in uno scritto di Clara Schumann a Brahms: «…ogni movimento è prezioso! – Dall’inizio alla fine ci si sente avvolti in uno charme misterioso…».

Heinz Holliger è tra le personalità più straordinarie e versatili attive nel mondo della musica in Svizzera. Uno dei maggiori virtuosi dell’oboe al mondo, è anche un rinomato compositore contemporaneo e un direttore d’orchestra acclamato.

Nato a Langenthal, nel Canton Berna, Holliger studia oboe a Berna con Émile Castagnaud, poi a Parigi con Pierre Pierlot. I premi ottenuti in occasione dei prestigiosi concorsi di Monaco, nel 1959, e di Ginevra, nel 1961, lo consacrano nel ruolo di musicista di fama internazionale. Dal 1963 si esibisce come solista ed è una figura di riferimento fondamentale per il suo strumento.

Alcuni compositori contemporanei del calibro di Hans Werner Henze, Krzysztof Penderecki, György Ligeti, Elliott Carter, Witold Lutoslawski, Karlheinz Stockhausen e Luciano Berio hanno scritto delle opere per lui. D’altronde, è proprio a Heinz Holliger che Frank Martin dedica le sue «Tre danze» del 1970.

Ad Heinz Holliger sono stati attribuiti numerosi premi e riconoscimenti, tra cui: il premio della città di Francoforte e il premio artistico della città di Basilea nel 1988, il premio musicale Ernst von Siemens nel 1991, il primo premio del Festival di Zurigo nel 2007, il premio musicale del Rheingau nel 2008, il Gran premio svizzero di musica nel 2015 e il premio Robert Schumann nel 2017.

È stato compositore in residenza dell’Orchestra della Svizzera Romanda e del Festival internazionale di musica di Lucerna. Per celebrarlo in quanto compositore, direttore d’orchestra e oboista, la Cité de la musique di Parigi gli ha dedicato, nell’aprile 2003, un’intera settimana di concerti. La sua partecipazione a progetti quali quello del Forum musicale di Basilea, fondato nel 1987, o le sue collaborazioni con complessi quali la Giovane filarmonica tedesca (Junge Deutsche Philharmonie) o l’Ensemble Modern rendono manifesto l’impegno di Holliger nella diffusione della musica soprattutto contemporanea.

Heinz Holliger si esibisce con orchestre di prim’ordine, tra cui l’Orchestra filarmonica di Berlino, la Cleveland Orchestra, l’Orchestra del Concertgebouw di Amsterdam, la Philharmonia Orchestra di Londra, le orchestre filarmoniche e sinfoniche di Vienna, le orchestre sinfoniche della radio bavarese e di Francoforte, l’Orchestra della Tonhalle di Zurigo.

L’arpista Alice Belugou è nata nel 1991 a Rouen. In seguito ai suoi studi alla Sorbonne e al Pôle supérieur de Paris Boulogne-Billancourt, ha ottenuto un Master in Music Performance all’Haute École de musique di Losanna, dove ha tra l’altro vinto il premio speciale per il suo concerto di diploma. Ha continuato i suoi studi con una specializzazione in pedagogia e, come disciplina secondaria, in musica contemporanea al Conservatorio di Basilea.

Si è ulteriormente perfezionata in occasione di alcune masterclasses tenute da Georges Aperghis, Jennifer Walshe, Salvatore Sciarrino, Catherine Michel, Isabelle Moretti e Fabrice Pierre. Alice Belugou ha suonato con l’Orchestre de chambre di Parigi e con l’Ensemble Furiant nella Salle Pleyel di Parigi. Si è inoltre esibita con il trio Synapse e con l’ensemble neuverBand, oltre che al Festival “New Directions” a Piteå. Nel 2017 si è aggiudicata il terzo premio al Concorso internazionale Hugo a Feldkirch ed è stata titolare del premio della Fondazione Fritz Gerber.

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